L’architettura severa sullo sfondo, il cielo quasi cinematografico e la luce netta del mezzogiorno costruiscono un paesaggio che appare reale ma leggermente fuori asse, come un ricordo alterato o un fotogramma dimenticato.
Nella serie Folle città la quotidianità viene osservata come un piccolo teatro contemporaneo, dove dettagli minimi e gesti ordinari diventano simboli di spaesamento, attesa e poesia.












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