Una cabina per fototessere sotto un cielo che sembra sul punto di crollare.
La pioggia ha appena attraversato Quartucciu lasciando l’asfalto lucido, le auto ferme, l’aria sospesa. Una figura in rosa entra nella cabina trascinando con sé un orsacchiotto, mentre una tenda si solleva come una vela nel vento.
L’immagine gioca sul confine tra realtà urbana e scena cinematografica: un frammento quotidiano trasformato in qualcosa di surreale, fragile e ironico.
La serie Folle città nasce proprio da questo: osservare le periferie, i parcheggi, le insegne, i luoghi dimenticati, e trasformarli in piccoli racconti visivi dove il normale perde equilibrio per un istante.
Stampata su carta fine art o opaca, l’opera conserva i dettagli della pioggia, delle nuvole e delle superfici urbane, mantenendo un’estetica sospesa tra fotografia contemporanea e memoria italiana anni ’70–’90.













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